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Indennità di accompagnamento
Il riconoscimento del diritto all'assegno di accompagnamento per una persona disabile è il frutto di un iter molto lungo e articolato che coinvolge: medico di famiglia, asl di competenza, commissioni di valutazione esterne, comune di appartenenza (servizi sociali in caso di paziente allettato) ed infine ente erogante (inps). L'importo mensile erogato si aggira intorna ai 450 euro, tale somma non contribuisce al reddito e pertanto non è tassabile.
Mediamente la procedura completa, dalla richiesta della prestazione al ricevimento dei soldi (compresi gli arretrati calcolati dalla data di inoltro della domanda), passa circa un anno.
Vi segnaliamo che i benefici della cd legge 104 sono stati estesi anche ai figli dei portatori di handicap grave, una sentenza della corte di cassazione del 2009 ha esteso la possibilità di godere dei due anni di congedo retribuito nel corso dell'intera vita lavorativa (da usufruire in modo continuativo o frazionato) anche ai beneficiari (che godono tuttora dei 3 giorni mensili) che siano figli (prima era valida solo per coniugi, fratelli e sorelle, per i figli in base alla sentenza della Corte - Sentenza n. 19 del 26 gennaio 2009: “"Giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53). Disabile - Figlio convivente - Diritto al congedo straordinario per l'assistenza - Mancata previsione.”).
Altre norme in merito: - Circolare INPS n. 107 del 29 settembre 2005
- L'articolo 3, comma 106 della Legge 350/2003 ha abrogato la condizione che imponeva, quale requisito per la concessione dei congedi retribuiti, che la persona disabile fosse in possesso del certificato di handicap grave da almeno 5 anni.
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